Progetto per giovani gestito da 45 enni



  • Ciao, mi chiamo fiorella e gestisco insieme ad altri colleghi un circolo culturale per giovani. Abbiamo iniziato la nostra avventura molti anni fa. La procedura per la realizzazione del progetto è durata molti anni. La mia esperienza mi insegna come siano sbagliati i tempi. Questa tempistica che trasforma i desideri delle persone in azioni non realizzate. Quando eravamo giovani e volevamo cambiare in meglio la nostra realtà, non avevamo i requisiti giusti. Adesso che abbiamo tutti i requisiti e realizzato il nostro progetto, non siamo più giovani e non riusciamo a capire i bisogni e necessita di questa fascia d'età. Il nostro centro per giovani è gestito da 45 enni e non possiamo assumere per mancanza di liquidità.
    Questa è il mio grosso e piccolo problema e lo condivido con voi.
    Una realtà incapace di rassicurare e tranquillizzare tutti a prescindere dall'età.


  • Editori

    Ciao @giovane-non-più!! Condivido appieno il tuo pensiero. Io ho il problema opposto, tante idee e la giovane età ma mancano le risorse economiche. Molte volte mi hanno proposto di utilizzare fondi per creare impresa ma non mi fido. Molti miei amici hanno utilizzato questi strumenti ma non hanno mai realizzato progetti concreti. Questo è il motivo principale perché preferisco gestire, in prima persona, i miei progetti e condividerli con poche persone. Mi interessa di più parlare dei mie progetti con persone, che condividono anche i miei ideali e di cui mi posso fidare. Questo è il problema essenziale dei giovani non ci fidiamo delle vecchie generazioni.
    Tutto potrebbe essere risolto con azioni e atteggiamenti che facilitano l'inserimento dei giovani nel contesto lavorativo. Un sistema gestito dalla meritocrazia e dalla trasparenza, sarebbe un ottimo punto di partenza.


  • Editori

    @Elisa @giovane non più Condivido anche io i vostri pensieri.
    Come dice @elisa, i giovani non si fidano ma probabilmente anche le persone più avanti con l'età. La mancanza di fiducia inclina i rapporti sociali, nessuno si fida di nessuno. Questo problema può scaturire diversi scenari e tutti abbastanza complessi.
    Con i giovani il problema diventa più complesso perché si sentono esclusi a priori, senza neanche avere avuto la possibilità di dimostrare le proprie competenze. La nostra società avvantaggia le regole dell'esclusione, giustificandole con la gavetta. Siccome i giovani, sono persone molto competenti non possono scendere a compromessi, che incentivano la creazione di lavoratori ricattabili e senza diritti. Le regole dell'esclusione creano soltanto dei muri di intolleranza...


  • administrators

    Ciao e benvenuta @giovane-non-più .
    Io considero questo periodo storico come un periodo di cambiamento. Una possibile nascita di nuovi posti di lavoro e nuove possibilità per tutti. Ovviamente, come ogni periodo di transizione, dobbiamo affrontare i problemi con senso critico. Riconsiderando le nostre priorità ed utilizzando metodi alternativi come i sistemi decentralizzati. Essere autonomi ma capaci di comunicare. Il cambiamento nasce dall'autonomia e dal fare le cose in prima persona. Ahimè la fiducia nella società salterà almeno una generazione ma vedo con molto ottimismo la collaborazione tra giovani.


  • Editori

    @giovane-non-più @anto @Elisa È difficile parlare di fiducia perché entrano in gioco troppe dinamiche.
    Ognuno deve scegliere di chi fidarsi anche in base alla propria persona.
    Ecco il mio pensiero e come scelgo le persone a cui ripongo fiducia:
    Penso che sia giusto riporre fiducia a chi lo merita e sfiduciare chi lo merita. È difficile distinguere chi merita fiducia e chi no.
    Io solitamente mi baso molto sul comportamento delle persone e sugli atteggiamenti etici. Le persone oneste, competenti e trasparenti meritano il rispetto e solitamente si riconoscono facilmente. Chi cerca di coprire e camuffare solitamente non merita fiducia. Basta osservare ed aspettare, tutti i nodi vengono al pettine.

    Vi lascio così :P
    <<Era tutt'orecchi, interamente immerso in ascolto, totalmente vuoto, totalmente disposto ad assorbire; sentiva che ora aveva appreso tutta l'arte dell'ascoltare. Spesso aveva già ascoltato tutto ciò, queste mille voci nel fiume; ma ora tutto ciò aveva un suono nuovo. >>



  • La fiducia è alla base di qualsiasi costruzione. Non si può dare fiducia se non l'abbiamo costruita dentro di noi. Non è facile, l'età può pesare al pari dell'insicurezza del giovane. Penso, e sottolineo che è un mio pensiero, c'è un'età di mezzo nella quale si può avere il giusto equilibrio. Prima e dopo, sempre possibili, richiedono maggiori energie.
    Alla fin fine, la crescita - quella importante - riguarda prima di tutto noi stessi. Il vecchio adagio "Conosci te stesso" è sempre valido e oggi, ancora di più. Ma cosa vuol dire conoscere se stessi? Conoscere i propri lati umani? Il carattere? Le abitudini? Gli errori? Credo che non siano solo queste le cose da scoprire, ma anche quanto sta ben nascosto dentro di noi. Possiamo diventare minatori dentro un tunnel oscuro che però intravvedono, piano piano e passo dopo passo, una piccola luce in fondo al nostro essere.



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